Apple ha presentato una petition alla Corte Suprema degli Stati Uniti chiedendo di rivedere la contempt ruling nel caso Epic Games. La questione centrale sono i link di App Store pagamenti esterni: i tribunali federali hanno stabilito che Apple aveva violato l’injunction del 2021 applicando commissioni sui percorsi che reindirizzano a sistemi di pagamento alternativi.
La petition, depositata a maggio 2026, segue la conferma da parte del Ninth Circuit della contempt finding del tribunale distrettuale. La Corte Suprema valuterà la richiesta il 25 giugno 2026, prima della pausa estiva dei giudici. La decisione su se accettare o meno il caso è attesa tra fine giugno e inizio luglio 2026.
I due punti contestati da Apple
Apple non contesta genericamente la sentenza: nella petition, l’azienda articola due argomenti distinti.
Il primo riguarda il merito della contempt finding. Secondo Apple, l’injunction originale del 2021 vietava di bloccare i link a sistemi di pagamento esterni, ma non diceva nulla sulle commissioni. Apple sostiene che applicare commissioni del 12-27% sugli acquisti effettuati tramite quei link non violasse la lettera dell’ordine, e che condannarla per aver violato lo “spirito” di un’ingiunzione, anziché il testo esplicito, costituisca un uso improprio dello strumento del contempt. Nella petition, Apple scrive che questa interpretazione trasforma il contempt in “un’arma ambigua, rimessa a una valutazione soggettiva”.
Il secondo argomento riguarda lo scope dell’injunction. Apple contesta che l’ordine si applichi a tutti i milioni di sviluppatori registrati che hanno app sul US storefront, non solo a Epic Games, che era la parte originaria del caso. A sostegno di questo argomento, Apple cita la recente decisione della Corte Suprema nel caso Trump v. CASA, in cui i giudici hanno limitato l’uso delle cosiddette “universal injunctions” che si estendono oltre le parti del giudizio.
Epic respinge entrambe le argomentazioni. Natalie Munoz, responsabile delle comunicazioni di Epic, ha definito la petition “un ultimo tentativo disperato di rimandare la chiusura di un caso” e ha accusato Apple di aver progettato “una compliance di facciata” per impedire la concorrenza nei pagamenti.
Lo stato attuale per gli sviluppatori
Per chi sviluppa sul US storefront, la situazione pratica è cambiata in modo netto da aprile 2025: Apple non applica alcuna commissione sui link di pagamento esterni, con la percentuale scesa a zero in seguito alla contempt finding. Gli sviluppatori che hanno già integrato link a sistemi di pagamento alternativi nel US storefront operano quindi senza cedere alcuna quota ad Apple su quelle transazioni. Per un quadro aggiornato sulle politiche di pricing dell’App Store, vedi anche App Store: aggiornamenti prezzi per Corea del Sud e Lettonia.
Chi invece non ha ancora implementato questa opzione si trova in una posizione di attesa. L’esito della petition alla Corte Suprema potrebbe cambiare le condizioni alle quali i link esterni sono consentiti, o ridefinire quali sviluppatori ricadono nell’ambito dell’injunction.
Un punto che genera confusione: quanto sta accadendo riguarda esclusivamente lo US storefront e si basa sull’injunction del caso Epic. La situazione nei mercati europei è regolata da un contesto diverso, quello del Digital Markets Act, che ha portato Apple a introdurre opzioni di pagamento alternative in Europa attraverso un percorso normativo separato. I due scenari non sono equivalenti né sovrapponibili.
Cosa può cambiare dopo il 25 giugno
La Corte Suprema ha tre opzioni principali: rifiutare la petition, accettarla per una decisione nel merito, oppure accettarla su uno solo dei due punti contestati.
Se la Corte rifiuta la petition, l’injunction rimane in vigore nella sua forma attuale: link esterni consentiti, zero commissioni, scope esteso a tutti gli sviluppatori del US storefront. Questa è la situazione che esiste dal 2025 e che resterebbe invariata.
Se invece la Corte accetta il caso e dà ragione ad Apple sul primo punto, le commissioni sui link esterni potrebbero tornare, nella misura che i tribunali riterranno compatibile con l’injunction originale. Se desse ragione ad Apple sul secondo punto, lo scope dell’injunction verrebbe ridotto: potrebbe applicarsi solo a Epic Games, escludendo gli altri sviluppatori dall’ambito della protezione.
Apple non specula su questi scenari nella petition, limitandosi a chiedere alla Corte di chiarire i principi giuridici. Epic non ha dichiarazioni pubbliche aggiuntive oltre a quella già citata.
Cosa tenere d’occhio
La data da segnare è il 25 giugno 2026: la Corte Suprema terrà la sua conferenza e deciderà se accettare il caso. Se accetta, l’udienza e la decisione arriverebbero con il ciclo del termine successivo. Se rifiuta, il quadro attuale rimane stabile e Apple esaurisce le opzioni di appello ordinarie nel percorso federale.
Per gli sviluppatori che hanno già implementato link a pagamento esterni nel US storefront, il consiglio pratico è monitorare cosa accade il 25 giugno prima di prendere decisioni architetturali che dipendono dall’assenza permanente di commissioni. Quella permanenza non è ancora garantita.
